12 maggio 2013 Scattisportivi

Editing fotografico e notebook: l’esperienza con il MacBook Pro 13, pregi e difetti

Sono passati sei mesi dal mio primo acquisto di un prodotto Apple. Mi serviva un notebook che entrasse comodamente nello zaino, affidabile e soprattutto dotato di un monitor di buona qualità per gestire e consegnare sul posto una consistente anteprima del lavoro fotografico.

I candidati erano due: Apple MacBook Pro 13 pollici e Asus Zenbook UX31A

Il Macbook lo osservavo da tempo, ma lo Zenbook mi incuriosiva non poco, con il suo pannello IPS da 13,3″, l’elevata risoluzione 1920×1080, il disco SSD, il processore Intel Core I7 e il peso…solo 1,3Kg!

Purtroppo però la versione UX31A così equipaggiata in Italia sei mesi fa (Novembre 2012) non era disponibile, nemmeno online. Il Costo era di circa 1450 euro per l’Asus e 1250 euro per il MacBook.

Alla fine, un paio di giorni prima della partenza, sono andato in negozio e ho preso il Macbook. Resta la voglia di mettere prima o poi le mani sullo Zenbook…

IL MITO DEL MAC

Quante volte avete ascoltato la frase: “io ho un Mac, perché è tutta un’altra storia”.
Io tante, avvertendo spesso in questa affermazione più una forma di orgoglio che di reale soddisfazione legata – ad esempio – a un aumento della propria produttività.

Per capirlo, basta approfondire con una seconda domanda: “perchè, in cosa è meglio?” La maggior parte degli utilizzatori risponde solitamente in maniera vaga, ovvero percepisce una sensazione di qualità superiore ma non sempre è completamente consapevole dei vantaggi che questo prodotto offre.

macbook pro unibody

Infatti una delle risposte più frequenti è: “perchè non si impalla come windows”. Vero, è piuttosto performante… anche se mi è già capitato un paio di volte di avergli chiesto troppo e di averlo dovuto “aiutare” alleggerendo il carico di lavoro.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Il Macbook Pro che ho scelto monta un processore Intel Core i5 da 2,5 GHz, 4GB di memoria DDR3 a 1600MHz (PC3-12800 SO-DIMM 204 pin, 2+2GB nella configurazione iniziale, espandibile fino a 8GB), una scheda video Intel HD Graphics 4000, uno schermo widescreen lucido da 13,3” (diagonale) retroilluminato LED (risoluzione 1280×800) e pesa circa 2 Kg.

In questi ultimi sei mesi l’ho usato moltissimo, è diventato il mio compagno di lavoro e di svago. La mia remora maggiore era legata alla dimensione ridotta delle schermo da 13″: la risoluzione 1280×800 pixel non è certo l’ideale per lavorare su immagini da 18/22 megapixel, ma il compromesso risulta accettabile nel momento in cui ci si rende conto di poter portare con sé in ogni situazione un potente strumento di lavoro, con la possibilità di poter “espandere” il desktop con un monitor esterno Apple Thunderbolt Display da 27 pollici e una risoluzione di 2560×1440 pixel.

I PUNTI DI FORZA DEL MACBOOK PRO

Touchpad: ampio, liscio come il vetro, preciso come nessun altro. Estremamente configurabile, rende l’esperienza di utilizzo davvero piacevole, avanti anni luce dal migliore provato in precedenza.

Sistema Operativo: OS X Mountain Lion è davvero un sistema intuitivo. Per me che ero abituato solo a Windows, è bastato qualche giorno per sentirmi a mio agio. Tutto è dove ti aspetti che sia.

Autonomia: la batteria dura diverse ore, e – sorpresa davvero piacevole – si ricarica molto rapidamente. Ovviamente il carico di lavoro da la differenza, ma nella peggiore delle ipotesi con una batteria relativamente “nuova” si può contare su almeno 4,5/5 ore di utilizzo, con un hard disk tradizionale. Immagino che con un SSD la situazioni migliori ulteriormente.

Attacco magnetico del cavo di alimentazione: davvero piacevole da usare…una novità per me che non ero abituato a questa soluzione. In più ha l’enorme vantaggio che in caso di urto/strappo si stacca da solo, evitando di trascinare il notebook e farlo cadere.

Guscio unibody in alluminio: è meraviglioso se sei abituato alla plastica degli altri notebook, insieme al vetro del display rendono ogni MacBook davvero eccezionale.

COSA NON MI HA CONVINTO TOTALMENTE

Calibrazione del monitor: un contrasto eccessivo, almeno nella calibrazione di fabbrica. I bianchi e i neri che nel monitor di casa ancora mantengono i dettagli visibili, sul Macbook diventano bianchi e neri praticamente puri, privi di disegno. Molto buono il profilo colore di fabbrica (calibrazione e profilatura sono due cose diverse).

Calore: con applicazioni impegnative, il notebook tende a scaldare abbastanza, dopo circa 20 minuti di utilizzo serio. Il fondo del guscio può diventare davvero molto caldo…ma oltre a questo non ci sono altre controindicazioni. Non si è mai spento accidentalmente.

Disco: l’hard disk da 500GB (5400 giri/min) della configurazione di base è a mio avviso il vero collo di bottiglia nelle prestazioni di un sistema hardware/software eccellente. L’upgrade a un disco SSD è estremamente raccomandato. Avvio, spegnimento, autonomia e velocità di caricamento delle applicazioni certamente ne beneficeranno.

PASSARE DA WINDOWS A APPLE E’ UN PROBLEMA?

Assolutamente no. Sono due sistemi estremamente semplici e intuitivi, che non necessitano particolari competenze per essere utilizzati al meglio in poco tempo. Il consiglio è quello di dedicare qualche minuto del proprio tempo alla lettura del manuale o delle guide sul sito Apple per essere sicuri di sfruttare comandi e funzionalità al meglio.

Consiglio per condividere hard disk portatili e penne usb tra Windows 7 e Mac: formattare i dispositivi scegliendo il filesystem di tipo exFAT (Extended File Allocation Table).

Un altro modo immediato per condividere contenuti o trasferire file da un sistema Windows a Apple o viceversa è attraverso la connessione di rete (locale o via internet), o masterizzando i files su CD/DVD.

Qualche altro consiglio utile al riguardo lo trovate sul sito Apple.

L’unica cosa alla quale prestare molta attenzione sono i programmi dei quali non si può fare veramente a meno, che dovranno essere scaricati nella versione dedicata ai sistemi Apple. Io per quanto riguarda Office, utilizzo Open Office (la suite Open Source distribuita gratuitamente, qui il sito) e mi trovo benissimo. In alternativa, è anche possibile installare Windows in una seconda partizione del disco di avvio attraverso Boot Camp. Qui tutte le informazioni.

SODDISFATTO DELL’ACQUISTO?

Si, decisamente. L’unica cosa che mi sento davvero di raccomandare è la scelta di un modello con disco SSD anziché tradizionale, come detto prima. E un consiglio: aspettare a comprare il – piuttosto costoso – mouse: il touchpad è comodissimo e a seconda – ovviamente – delle applicazioni usate può rendere il mouse un accessorio davvero inutile.

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